Whatsapp “I messaggi che invii in questa chat e le chiamate sono ora……” Cosa è?

Whatsapp “I messaggi che invii in questa chat e le chiamate sono ora……” Cosa è?

Whatsapp attiva la Crittografia. Foto.
Whatsapp attiva la Crittografia. Foto.

Hai ricevuto anche tu questo messaggio mentre inviavi un messaggio Whatsapp, scopri subito cosa è!

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Vuoi sapere perchè ti è uscito quel messaggio di crittografia?

Tranquillo, i tuoi dati sono al sicuro, anzi, è un sistema per rendere ancora più sicuri i messaggi su Whatsapp.

Leggi il post e scrivi nei commenti se anche tu lo hai ricevuto.
Ora, il vero motivo di questo post è: quanti di voi vorranno saperne di più?
Quanti di voi si staranno chiedendo, ma tutti gli altri messaggi allora non erano sicuri?

Whatsapp e i messaggi critografati
Whatsapp e i messaggi critografati

Il Tam Tam passerà ora su tutti i social network, la notizia è recentissima sul  web, e le ricerche su Google sono solo di qualche minuto fa alle ore 19.20 di oggi 05 aprile 2016.

I dubbi su questa nuovo funzionalità sono tanti, eccone solo alcuni:

  • E quelli che ancora non hanno la “crittografia” dei messaggi come devono fare per ottenerla?
  • Devono solo aspettare o esiste una procedura per attivarla?
  • Sarà disponibile per tutti gli smartphone o solo per quelli di ultima generazione?
Dopo che Whatsapp è stato acquistato da Facebook, (e Facebook sta incrementando sempre di più l’utilizzo anche di Messenger), la battaglia tra gli istant messanger,o applicazione di messaggistica istantanea che stanno prendendo il posto di sms e mms, sta prendendo sempre più piede, anche con l’accerrimmo concorrente Telgram, altra applicazione di messaggistica istantanea super sicuro con addirittura la funzione di auto distruzione dei messaggi, foto e video dopo un certo numero di secondi, ideali quindi per amanti che non vogliono essere scoperti dai propri partner, mariti, mogli, fidanzate o fidanzati.
Ti ricordo che entrambi possono essere usati anche sul pc, ma hanno fruizioni diverse, se ti interessa conoscere le differenze, scrivimelo nel post, e sarò ben contento di indicartele.
Ora scrivi nei post se anche a te è successo e/o se hai avuto problemi e/o difficoltà e vedi qui se c’è qualche altra cosa che ti può interessare conoscere riguardo Whatsapp clicca qui
In ogni caso per saperne di più Whatsapp rimanda a questa pagina 

 

È successo anche a voi?
Pubblicato da Andrea Adslloso Portoghese su Martedì 5 aprile 2016

WEB REUTATION – LA TUA REPUTAZIONE ON LINE, CHE COSA E’? COME FARE PER FARSI UNA BUONA REPUTAZIONE?

WEB REUTATION – LA TUA REPUTAZIONE ON LINE, CHE COSA E’? COME FARE PER FARSI UNA BUONA REPUTAZIONE?

tempo di lettura 5 minuti

Ai tempi di internet, il vero curriculum di una persona è la prima pagina di Google digitando il suo nome.

Ecco le regole per verificare, controllare e a volte modificare la nostra reputazione dentro il magma della rete.Forse non lo sai, ma il tuo vero curriculum è la prima pagina di Google, al massimo le prime due. Ne è convinto Luigi Centenaro, esperto di reputazione digitale che si autodefinisce ‘personal branding strategist’ ed è co-autore, insieme a Tommaso Sorchiotti, del libro Personal branding, edito da Hoepli. La tesi dei due autori è che la versione digitale della nostra reputazione deve avere un’importanza crescente se anche Google ha lanciato un apposito servizio: si chiama ‘Io sul web’, e offre di setacciare l’infinità delle pagine in rete per farci sapere tutto ciò che viene associato al nostro nome, per poi gestire le informazioni che circolano sul nostro conto. Perché, se quello che scrivi nel curriculum sarà controllato anche sul web, in pochi sono al riparo dalla curiosità di digitare nome e cognome di una persona appena conosciuta. «I tuoi figli saranno felici di come ti comporti oggi sul web? Bisogna sempre porsi questa domanda», sottolinea Centenaro, perché il web, si sa, non dimentica. «In realtà internet è il posto dove le occasioni si trovano, molto più raramente dove si perdono», avverte Centenaro, perciò è impossibile prescinderne, inutile illudersi di poter fare a meno della rete.

Che le aziende controllino le informazioni che circolano in internet sui candidati lo conferma anche Silvia Zanella di Adecco: «Per i selezionatori è diventata prassi comune fare dei controlli sul web, per vedere ad esempio se il candidato partecipa ai gruppi di discussione attinenti al suo ambito professionale, se gli interessi che dichiara li coltiva anche in rete, o per avere informazioni generiche sul suo conto», e qui il principale indiziato è Facebook, diventato in poco tempo «canale privilegiato di reclutamento o non reclutamento». Dunque primo passo: «Settare con attenzione tutte le impostazioni sulla privacy dei social network», sottolinea Zanella, che però rassicura: «Meglio non cadere nello stereotipo opposto del grande fratello che vede e controlla tutto. Un buon selezionatore saprà stabilire a cosa dare peso e a cosa no tra le informazioni che trova in internet, così come valuta le referenze presentate da un candidato». Poi però bisogna saper sfruttare i vantaggi di internet e le sue possibilità, «non curare la propria immagine in internet è un autogoal», avverte Zanella, «e il primo passo è essere consapevoli della propria reputazione online, sapere quello che di noi è più visibile sul web, per poi usare tutte le risorse per evidenziare i propri punti forti, per esempio dimostrandosi competenti nel proprio ambito professionale», e trasformare così la rete in un possente strumento di self-marketing, a partire dai social network professionali come LinkedIn, Xing, Link2me o Viadeo.

«Un problema frequente è quello dei dati personali che disseminiamo in rete: molti casi di stalking nascono sul web, dove spesso ci viene chiesto di lasciare email, numeri di telefono e anche indirizzo», spiega Andrea Barchiesi, socio fondatore di Reputation manager, azienda che si occupa di gestire l’immagine online di organizzazioni, privati e personaggi pubblici. E cosa fare se al nostro nome è associato un contenuto indesiderabile, qualcuno ha scritto commenti inviperiti sul nostro conto o magari google si ostina a tirare fuori vecchi fatti di cronaca in cui compare il nostro nome (e magari era un omonimo)? «Innanzi tutto chiederne la rimozione ai gestori del sito. Ma in molti casi rimuovere del tutto un contenuto dal web può essere complicato o anche impossibile, ad esempio se si tratta di materiali pubblicati su domini esteri e non raggiungibili legalmente», spiega Barchiesi, «In altri casi cancellare qualcosa dal web può essere scorretto, si pensi alle opinioni su un personaggio pubblico, ad esempio un politico». Ma se il contenuto indesiderato non si può cancellare, si può però sommergerlo di contenuti positivi: «In questo caso si parla di reingegnerizzazione della reputazione digitale: l’identità virtuale viene costruita come se si trattasse di un mosaico, mettendo insieme tutti i tasselli necessari per ottenere l’immagine complessiva desiderata, e allora si tratterà, secondo i casi, di curare un sito personale, un blog, gli interventi su un social network o in una community professionale», spiega Barchiesi.

E se certo nessuno è così sprovveduto da pubblicare una foto al mare il giorno in cui si è dato per malato, «magari lo fa inconsapevolmente il suo amico», avverte Centenaro, «A quel punto inutile insistere nella bugia, meglio essere sinceri, ammettere il proprio errore e chiedere scusa, in fondo tutti sono disposti a perdonare una volta». Per Centenaro l’unica regola che conta, in fatto di immagine sul web, è essere coerenti, niente timori nell’essere se stessi, anche perché così si acquista credibilità. In altre parole spesso basta avere il coraggio delle proprie idee, solo condito con un pizzico di attenzione.
Un buon sito per approfondire l’argomento è questo http://www.aboutyou.it/reputation-management.html