Offerte luce su Facebook: perché 2 centesimi al kWh non sono il prezzo della corrente

da | Lug 29, 2026 | Liberalizzazione Mercato Energia Elettrica Cagliari, News | 0 commenti

Offerte luce su Facebook: come riconoscerle | Smartecnology Cagliari
Guida al mercato libero · Luglio 2026

Offerte luce su Facebook: perché 2 centesimi al kWh non sono il prezzo della corrente

Numeri enormi in copertina, postille microscopiche in fondo. Ecco come si legge davvero un'offerta di energia elettrica, quanto costa la corrente oggi e le 11 domande da fare prima di firmare qualsiasi cosa.

Dati ARERA e GMEfonti pubbliche e verificabili
Nessuna venditaguida informativa, non un'offerta
Sede fisica a Cagliaripersone, non call center
Analisi bollettalettura voce per voce

Quanto costa davvero l'energia elettrica oggi

Sui social girano inserzioni che promettono la luce a 0,09 €/kWh, addirittura a 2 centesimi. Numeri che sembrano un miracolo e che, presi alla lettera, non esistono.

Il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia si chiama PUN (Prezzo Unico Nazionale): è quello che i fornitori pagano in borsa prima di guadagnarci un centesimo. A luglio 2026 si è mosso intorno ai 0,15 €/kWh. Il prezzo finito che paghi tu in bolletta, con trasporto, oneri di sistema, accise e IVA, si colloca tra 0,25 e 0,30 €/kWh.

La domanda diventa allora semplice: come fa un fornitore a venderti a 0,02 una cosa che lui paga 0,15?

Inserzione Facebook con offerta luce a 0,09 euro al kWh, nome del fornitore oscurato
Il prezzo pubblicizzato è inferiore al costo all'ingrosso dell'energia: non può essere il prezzo finale in bolletta.

Spread e PUN: cosa significa davvero "offerta variabile"

La risposta è che quel numero non è il prezzo dell'energia: è lo spread, cioè il solo ricarico del venditore, che si somma al PUN del mese di riferimento.

In una delle inserzioni che circolano in Sardegna c'è scritto, in caratteri piccolissimi in fondo all'immagine: "offerta variabile PUN + spread". In un'altra: "ai prezzi indicati va aggiunto il PUN e il PSV del mese di riferimento". Tradotto: quei 2 centesimi non sono il prezzo, sono l'aggiunta al prezzo.

Il conto vero, in tre righe

Spread pubblicizzato: 0,02 €/kWh
PUN di luglio 2026: circa 0,15 €/kWh
Costo della sola materia energia: circa 0,17 €/kWh — a cui vanno ancora aggiunti trasporto, oneri di sistema, accise e IVA.

Formalmente legale, visto che la postilla c'è. Ma quando il numero gigante in copertina dice una cosa e la riga da sei pixel ne dice un'altra, l'informazione non è stata data: è stata nascosta in piena vista.

Pubblicità Facebook offerta luce 2 centesimi al kWh con dicitura offerta variabile PUN più spread
In basso a destra la pubblicità dichiara "offerta variabile PUN + spread": i 2 centesimi sono solo il ricarico del venditore.

"Risparmi il 30%": ma su quale voce della bolletta?

È la formula più ricorrente, spesso accompagnata da un "fino al" che permette di scrivere 30 e consegnare 2 restando formalmente nel giusto.

La bolletta della luce non è un numero solo. È composta da quattro blocchi:

Materia energia

Circa la metà del totale. È l'unica voce su cui un fornitore può realmente competere.

Trasporto e contatore

Fissata da ARERA. Identica con qualsiasi fornitore.

Oneri di sistema

Circa il 10% della bolletta. Anche questa è regolata e uguale per tutti.

Accise e IVA

Circa il 10%. Sono imposte: nessuno può scontartele.

Ne consegue una cosa semplice: anche se un fornitore ti regalasse gratis l'intera materia energia, risparmieresti circa la metà della bolletta. Un 30% sul totale, nella pratica, non esiste.

Quel "30%" nella realtà è quasi sempre applicato allo spread o alla quota fissa: su 5-10 euro al mese fanno due o tre euro. E spesso soltanto per i primi dodici mesi.

Gli spread reali dei principali fornitori

Ecco perché quel numero gigante non regala niente: uno spread di 2 centesimi non è un'offerta eccezionale, è la media del mercato. C'è chi fa meglio, alla luce del sole, col proprio nome ben visibile.

Valori indicativi rilevati a luglio 2026 su offerte domestiche indicizzate. Le condizioni cambiano nel tempo: verifica sempre la scheda sintetica aggiornata.
Fornitore e offertaSpread sul PUNQuota fissa
Engie — Energia VedoChiaro+0,008 €/kWhcirca 59 €/anno
Illumia — SicurInsieme Luce+0,010 €/kWh10 €/mese
EgoGreen — offerta casa indicizzatacirca 0,015 €/kWh115,20 €/anno
Eni Plenitude — Trend Casa Luce Plus+0,022 €/kWhnessuna
A2A — Smart Casa Luce+0,025 €/kWh9,50 €/mese
Enel Energia — Flex Box+0,041 €/kWhsecondo profilo

Attenzione a un dettaglio: alcune offerte hanno spread pari a zero ma quota fissa più alta, e viceversa. Spread e quota fissa vanno letti sempre insieme, mai separati. E i "7 euro al mese di commercializzazione" che vedi pubblicizzati vanno confrontati con una media di mercato tra 10 e 12 euro — ricordando che quasi sempre sono bloccati 12 mesi.

Vademecum: 11 domande da fare prima di firmare

1

"Il 30% su quale voce, rispetto a quale prezzo?"

Se non sanno rispondere con una cifra in euro, non è uno sconto: è uno slogan.

2

"È un prezzo fisso o è PUN + spread?"

Se è indicizzata, quei 2 o 9 centesimi sono solo il ricarico. Il PUN ci si somma sopra ogni mese.

3

"Chi è il fornitore? Nome e partita IVA."

Se la pubblicità non lo dice, non stai parlando con un venditore di energia ma con qualcuno che raccoglie contatti per rivenderli.

4

Cerca le recensioni, ma quelle indipendenti

Non le testimonianze sul sito del venditore né i commenti sotto il post sponsorizzato, che si possono filtrare e nascondere. Vai su Trustpilot e sulla scheda Google dell'azienda, e leggi le recensioni negative invece del voto medio: se tornano sempre gli stessi problemi — conguagli, contratti mai richiesti, assistenza irraggiungibile — hai già la risposta.

5

"Mandatemi Scheda Sintetica e Condizioni Tecnico-Economiche"

Sono documenti obbligatori per legge. Chi non te li manda prima della firma ti ha già risposto.

6

Confronta spread E quota fissa insieme

Spread basso con quota alta è una trappola, e viceversa. Fai sempre il conto sull'anno intero.

7

"Quanto dura il blocco e cosa succede dopo?"

Quasi tutte queste offerte durano 12 mesi. Dal tredicesimo le condizioni possono cambiare con tre mesi di preavviso. Segnati la data sul calendario.

8

"Ci sono penali se me ne vado?"

Sulle offerte a prezzo fisso può esserci un onere di recesso anticipato. Chiedilo per iscritto.

9

Verifica sul Portale Offerte di ARERA

ilportaleofferte.it è il comparatore pubblico: gratuito, indipendente, non guadagna sulle attivazioni. Se un'offerta lì non c'è, chiediti perché.

10

Non dare mai POD, codice fiscale, IBAN o foto della bolletta

Per un preventivo serio bastano i kWh annui e la potenza impegnata. Chi ti chiede POD e IBAN "solo per fare il conto" non sta facendo un conto: sta preparando un'attivazione.

11

Non firmare mai al primo contatto

Né al telefono, né sul tablet di chi bussa alla porta. Un'offerta buona è buona anche domani. E hai sempre 14 giorni di ripensamento senza penali.

Cosa succede dopo aver compilato il modulo

Molte di queste sponsorizzate non vendono energia: vendono contatti. Spesso il nome del fornitore non compare da nessuna parte, e il pulsante "Ricevi offerta" apre un modulo interno di Facebook già compilato con nome, email e numero del tuo profilo. Due tocchi e hai inviato tutto, senza aver letto una riga e senza sapere a chi.

Non serve nemmeno cliccare: basta commentare sotto l'inserzione per ricevere, pochi minuti dopo, un messaggio privato su Messenger che ti chiama per nome, promette il 30% di risparmio e chiede un recapito telefonico "per informazioni gratuite e senza impegno".

Messaggio privato su Messenger che promette il 30% di risparmio in bolletta e chiede il numero di telefono
Dopo un semplice commento arriva il messaggio privato: nessun prezzo, nessuna scheda, solo la richiesta del recapito telefonico.

Guarda cosa non c'è in quel messaggio: nessun prezzo, nessuna scheda, nessun nome di fornitore. Solo la richiesta del tuo numero. Un'offerta seria si manda per iscritto; un numero di telefono si chiede quando si vuole convincere qualcuno a voce.

E chi risponde a un'offerta luce viene schedato come persona che risponde. Nelle settimane successive arrivano telefonate da numeri sempre diversi, la proposta per la fibra "a metà prezzo", il fotovoltaico, il depuratore d'acqua da 4.000 euro a rate. Nei casi peggiori, un cambio fornitore che non hai mai chiesto.

Come verificare un'offerta e a chi rivolgersi

Diritto di ripensamento

Hai 14 giorni per recedere senza penali. Fallo per iscritto e conserva la ricevuta d'invio.

Contratto mai richiesto

Reclamo scritto al fornitore. Durante la procedura la fornitura non viene interrotta.

Sportello del Consumatore

Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente: 800.166.654. Servizio gratuito.

Meno telefonate

Iscriviti al Registro Pubblico delle Opposizioni: taglia una buona parte delle chiamate commerciali.

Chi ci ha portato la bolletta

★★★★★

"Avevo firmato online un'offerta che prometteva prezzi bassissimi. Me l'hanno letta riga per riga e ho capito che pagavo di più di prima. Sono ancora in tempo per cambiare."

M
Marco P.Quartu Sant'Elena
★★★★★

"Mi era arrivata una bolletta di un fornitore che non avevo mai scelto. Mi hanno spiegato come fare reclamo e come tornare indietro. Spiegazioni chiare, senza fretta."

A
Anna S.Cagliari
★★★★★

"Finalmente qualcuno che ti dice cosa stai pagando davvero invece di venderti l'ennesima offerta. Ho capito cos'era lo spread solo qui."

G
Giuseppe M.Selargius

Hai una bolletta e non capisci cosa stai pagando?

Portacela. La leggiamo insieme riga per riga e ti diciamo se l'offerta che ti hanno proposto ha senso oppure no. Senza fretta e senza tablet da firmare.

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